I catasti onciari della Motta Platì 1742 – 1754
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La denominazione “Catasti Onciari” per questa operazione è imprecisa: laddove altri studiosi dei Catasti si sono concentrati sull’aspetto conclusivo riguardante l’Onciario che riassumeva la situazione anagrafica, i beni mobili e immobili, i pesi inerenti, le industrie dei componenti, le rendite annuali e i rispettivi carichi tributari espressi in once, i volumi della Motta Platì raccolgono previa trascrizione integrale tutto il lavoro svolto per due volte (1742 -1746, 1754) dal Sindaco, Eletti, Deputati, Apprezzatori e non ultimo dal Parroco nonché quello più gravoso fatto dallo scribente, il Magnifico Nicola Zappia, senza dimenticare il ruolo necessario per il suo compimento della popolazione, dal semplice bracciale all’appartenente al ceto civile, dal sacerdote al notaio, al feudatario della Motta stessa il Principe di Cariati Don Scipione Spinelli . Solo così si può comprendere, nella sua integrità, il significato di Catasto Onciario.